auguri

                                            AUGURI

Per circa 10 giorni non sono più riuscito a entrare nel mio blog per poter pubblicare nuovi post o modificare quelli già esistenti. La mia password non veniva riconosciuta. Pensando che non ci fosse più nulla da fare, avevo aperto un nuovo blog, perchè troppo mi dispiaceva non poter più avere nuove osservazioni,  commenti , saluti , baci, abbracci degli amici/he bloggers.

Ma oggi, primo giorno del 2011, improvvisamente la situazione si è sbloccata. Tutto è andato liscio e sono qui a pubblicare il post che volevo mettere per Natale. Questa festività è già passata, ma non del tutto. Siamo ancora in clima natalizio, e fra poco ci sarà l’Epifania, che ricorda un fatto della nascita di Gesù. Posso quindi ancora mandare a tutti auguri di buon Natale e, ovviamente, anche auguri di ogni bene con il NUOVO ANNO.

Ripubblico una poesia sul Natale  e faccio gli auguri a tutti gli amici, e anche a quelli che non conosco.                                

 

 

                                     Spiega a me cos’è il Natale

 

 

 

(Mia sorella mi ha invitato ascrivere una poesia sul Natale per i suoi nipoti, per quelli dei nostri fratelli e anche, naturalmente, per i miei due nipoti. Così ho scritto questi versi cercando un liguaggio adatto per bambini dai 5 ai 10 anni, e pensieri e domande che si potrebbero gia fare a questa età).

 

 

 

 

 

C’è qualcosa un po’ di strano

nella festa del Natale,

c’è davvero del mistero,

un qualcosa d’irreale.

 

Nasce il re di tutto il mondo

e nessuno ne sa niente.

Solo il babbo e la sua mamma

son con lui, ogn’altro è assente.

 

Non c’è medico che assiste

il bambino mentre nasce,

nè l’ostetrica. E’ la mamma

che l’avvolge in poche fasce.

 

Lei non mette il re del mondo

nella culla più preziosa,

ma in umil mangiatoia

con dolcezza ora lo posa.

 

Ma c’è un angelo che scende

ed avverte dei pastori.

Questi soli hanno veduto

il bambino e i genitori.

 

Ma non hanno lui veduto

l’uom’ ch’è grande od è potente.

Soli giunti ad adorarlo

son dei magi dall’oriente.

 

O Gesù, tu re dei re,

nessun re t’ha visitato.

Per uccider te bambino

solo Erode t’ha cercato.

 

 

In Egitto babbo e mamma

con te fuggono bambino,

ché per te lor han paura

d’un cattivo re assassino.

 

Ma Gesù, tu sei potente,

ogni cosa tu puoi fare,

e perché i tuoi genitori

non aiuti e fai scappare?

 

Mentre Erode, quel cattivo,

tu non l’hai allor fermato,

proprio lui che meritava

d’esser molto castigato.

 

                                    O Gesù, solo più questo

ora dico e poi finisco:

spiega a me cos’è il Natale

che non tutto lo capisco

 

 

auguriultima modifica: 2011-01-01T11:58:00+01:00da frondeverdi
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19 pensieri su “auguri

  1. Ciao Antonio,
    spero che questo nuovo anno porti a tutte le persone di buona volontà saggezza, serenità e buona salute.
    Leggendo la tua poesia di Natale destinata ai bambini, mi è venuto in mente un libro di Jostein Gaarder dal titolo “Il viaggio di Elisabet”. E’ costituito da 24 capitoli, come le finestrelle di un calendario dell’avvento. Mia sorella l’anno scorso, a partire dal primo dicembre fino al 24, la sera prima di dormire, lesse ogni volta un capitoletto ai suoi bambini, che lo apprezzarono molto. Lo consiglio anche a te per i tuoi nipotini.
    Flavio

  2. Molto bella e commovente questa poesia, sai, caro Antonio?
    Mi ha riportato ai tempi in cui ero bambina io!
    Quel bambinello csì buono che arrivava nel buio della notte, ed entrava dalla finestra, col suo carico di doni. Bisognava tenere gli occhi ben chiusi, e dormire, perchè la sua luce non ci facesse diventare ciechi :-))) …
    Allora, trovo bello che tu chieda a Lui cos’è il Natale, io credo che il significato sia più profondo di quello che può essere il “compleanno” del Re dei Re; piuttosto, un’altra verità importante…il verbo si è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi.
    Quel verbo che era stato già annunziato dai profeti …. e venne in mezzo a noi proprio per stare con noi…. che bello!
    E siccome siamo ancora in tempo di Natale, io la gioia che questa nascita porta, la dedico a te…
    Un abbraccio ancora!
    Ciao
    Mammola

  3. Ciao Antonio, ben ritrovato nel nuovo anno e buona serata!

    Ma che storia pazzesca, questa del blocco del tuo blog. Misteri della rete e dei PC… a volte, infernali sistemi che non si riesce a dominare! Però, averlo “recuperato” può essere un bel segno, come buon auspicio per il nuovo anno. Secondo me, è un ulteriore “stimolo” a perseguire quei proponimenti che hai formulato da me!

    Bella anche la poesia di natale…. riaffiorano ricordi di quando ero bambino e di come “vivevo” quel momento. Poi, si diventa “grandi” e, a volte, si modifica sensibilmente o radicalmente il modo di vedere certi momenti della vita. Io, credo di averli modificati sensibilmente ma, questo, non mi impedisce di apprezzare l’intensità di ciò che vuole esprimere la tua poesia.

    Ti lascio un saluto. Ciao.

  4. Caro Antonio! Il “gesto dell’ombrello” è il “tiè!” che si fa con la mano battuta nell’incavo del braccio opposto per sottolineare uno sberleffo o una cattiveria. Nasce da una battuta che diceva: “sai dove porta mio nonno l’ombrello?”, diventata un modo di dire.
    Sapessi quanti ricordi mi affiorano rileggendo i miei scritti… Il problema principale è che ormai è stata sdoganata la maleducazione, esattamente come l’uso scorretto dell’italiano. Siamo nelle mani di gente senza scrupoli che vuole un gregge che ubbidisca anche se viene ordinato di buttarsi a mare.
    Temo per tutti coloro che ancora sanno pensare.
    Un abbraccio, Anna

  5. Ciao demosk, bellissima questa tua poesia, ti faccio un sacco di complimenti parla al cuore!!!
    ha un linguaggio rappresentativo della natività che entra nel cuore di tutti
    traspira dai tuoi versi una tenerezza verso gesù che viene con umiltà e un dispiacere per essere stato accolto con astio e indifferenza che non lascia insensibili ne piccoli ne grandi, fa riflettere i piccini e riscoprire ai grandi i valori di fede affossati dal tran della vita
    c’è tanto bisogno di parole come le tue per ridare i giusti valori al vivere scindendo il materiale dal soprannaturale
    ^_^
    Ti rinnovo gli auguri per un anno splendido in tutto demosk
    un abbraccio forte e di cuore, buon week end
    elda

  6. io invece non ho bazzicato molto sul blog per via del nuovo nipotino :-)))
    quindi in ritardo ma ti auguro che sia un 2011 come più lo desideri
    e ti ringrazio per i tuoi graditi passaggi
    sono contenta che tutto sia tornato a posto con il blog
    🙂

    mandi

  7. dal mio blog:

    Ciao Antonio, sai che un po’ ci assomigliamo? Non certo fisicamente :-)))) ma a tutti e due piace entrare nel profondo delle persone e cerchiamo di percepire le sensazioni, gli umori, le ragioni per cui… insomma, essendo sensibili e anche romantici, cerchiamo di immedesimarci negli altri per trarre le nostre conclusioni.
    Mi chiedi perché ho pubblicato questa lettera…
    Essendo una madre anch’io, ho due figli, mi sono messa nei panni di questa donna e poiché la lettera mi ha molto colpita, ho pensato che potrebbe far riflettere chi la legge, senza giudicare, né il figlio, né la madre.
    Noi genitori sicuramente daremmo la vita per i figli, se fosse necessario e i figli a volte, specialmente oggi, danno per scontato che tutto è dovuto in questa società che non offre niente, ma che fa vedere tante cose non sempre raggiungibili.
    Sicuramente questo figlio avrà avuto i suoi motivi personali per dire una cosa così forte alla madre, ma credo di capire dalla risposta della donna, che non le sia stata data la possibilità di spiegare, di replicare, di giustificarsi.
    Oggi i figli si rivolgono ai genitori come fanno con i loro amici, con un linguaggio e una confidenza che spesso ti sconcerta, perché noi, quando eravamo figli di un’altra generazione non ci saremmo mai permessi di rivolgerci nella stessa maniera ai nostri genitori.
    Eppure, chissà, quella madre avrà cercato di educare il figlio nel migliore dei modi?
    Anch’io come te, ho cercato di capire la risposta terribile della donna e l’altrettanto terribile saluto del figlio e sai cosa ho concluso?
    Logicamente non ho capito le ragioni, ma sicuramente ho percepito la grande sofferenza di entrambi.

    Sei confuso? Hai bisogno di una consulente psicologa? :-))))))
    Ciao, buonanotte!

    Nadia

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