La cultura è per tutti

 

 

 

La mia bambina disabile
senza insegnanti di sostegno

 

(Lettera pubblicata su LA STAMPA del

17 settembre 2010)

 

Anni fa ho adottato una bambina disabile ben consapevole delle difficoltà cui andavo incontro, ma consapevole anche di essere in un Paese civile dove lo Stato, la sanità e la scuola mi offrivano molto aiuto. Come mi sbagliavo! La sanità ha fatto la sua parte e continua a farla nonostante i tagli: a mia figlia viene offerta una riabilitazione di ottimo livello, professionisti preparati e gentili, le vengono offerti tutti gli ausili di cui ha bisogno (sedia a rotelle, scarpe, tutori…), e pure lo Stato ha sempre fatto la sua parte tramite l’Inps.
Ma la scuola signora ministro… La scuola è un incubo, è una promessa non mantenuta, è un disonore e una vergogna. Anche quest’anno le insegnanti ci hanno chiesto di portare i fogli per le fotocopie e la carta igienica, ma soprattutto hanno ridotto ancora le ore di sostegno. Mia figlia frequenta una scuola a tempo pieno, cioè resta a scuola 40 ore settimanali. Sa per quanto tempo avrà un insegnante dedicato a lei quest’anno? Sei ore! Sa quante ore aveva alla scuola materna? 18! L’anno scorso ne ha avute 12 e quest’anno 6. E fa la quarta elementare: di questo passo in prima media saremo senza insegnante. Vorrei davvero che lei fosse in grado di sentire sulla sua pelle tutto questo dolore e questa fatica, vorrei che capisse cosa significa stare svegli di notte per costruire schemi che facilitino lo studio a un figlio, vorrei sapere cosa rispondere quando la mia bimba mi dice: «Io quest’anno ce l’avrò l’insegnante di sostegno? Perché, sai mamma, quando la maestra spiega i miei compagni capiscono ma io no».
Rinuncerei volentieri ai privilegi che lo Stato e la sanità danno a mia figlia pur di garantirle un’istruzione degna di questo nome, che possa assicurarle un futuro autonomo; sono disposta a portare a scuola non solo la carta igienica ma anche i gessi per la lavagna e gli stracci per i bidelli, purché lei riesca a trovare i soldi per garantire a mia figlia, a tutti i bimbi disabili e anche a quelli «abili,» un’istruzione come si deve. Faccia qualcosa di più utile che aprire un canale su Youtube per parlare con la gente: la ascolti. Spero che lei apra gli occhi, vada nelle scuole, ascolti insegnanti, alunni e genitori e renda la nostra scuola degna di un Paese civile.
ELISA CALEGARI

Brevissimo commento del direttore a questa lettera: “Ieri pomeriggio sono arrivate due lettere indirizzate al ministro dell’Istruzione che raccontano storie simili. Ne pubblichiamo una per aprire un dibattito sugli insegnanti di sostegno, nella speranza che la risposta ci arrivi proprio da Mariastella Gelmini.”

 

Penso che la risposta del ministro non sia arrivata

 

 

Non sto commentare la lettera , che si commenta da sola; voglio solo soffermarmi su questa frase: “«Io quest’anno ce l’avrò l’insegnante di sostegno? Perché, sai mamma, quando la maestra spiega i miei compagni capiscono ma io no».

Queste parole sono una chiara e ed estremamente efficace denuncia della ingiustizia e dello sbaglio che la Gelmini sta compiendo con la riduzione del numero delle classi, realizzata aumentando il numero di allievi. Infatti in una classe numerosa c’è l’emarginazione degli allievi non solo meno dotati, ma anche di quelli che non hanno il supporto di una famiglia e di un ambiente circostante culturalmente favorevole.

Ma l’operazione Gelmini non è solo un’ingiustizia nei confronti dei più deboli e dei meno fortunati, è anche un danno sociale ed economico. Infatti se una parte della popolazione resta culturalmente impreparata, perché è stata emarginata dalla scuola pubblica, anche lo sviluppo economico ne resta compromesso perché alla base di esso c’è l’elevato livello culturale, che deve essere fornito appunto dalla scuola.

 

La Gelmini sembra ignorare che, di regola, qualunque bambino è in grado, se ben seguito, di raggiungere buoni livelli culturali e di gustare quei prodotti dello spirito e della intelligenza di cui ora usufruisce una parte troppo piccola della popolazione. Per fare un esempio, sono convinto che i poemi omerici possano essere apprezzati, interessare, piacere a moltissimi , se ben spiegati ed esposti.

 

Vorrei che si guardasse questo disegno fatto da un bambino quando aveva 6 anni circa, in cui è rappresentato Polifemo, che ormai cieco, lancia un masso contro la nave di Ulisse, mancando però il bersaglio. Sulla destra del disegno, in basso, si vede la caverna del ciclope.

 

ulisse di anthony.jpg 

 

 

 

 

Gli era stata raccontato, narrando la storia di Ulisse e del ciclope Polifemo, che l’eroe greco, che aveva architettato un piano per sfuggire al crudele gigante, gli aveva detto: “Ciclope, tu mi domandi il mio nome. Ed io te lo dirò. NESSUNO è il mio nome; NESSUNO mi chiamano la madre e il padre e anche tutti i compagni.”

Quando poi il tronco d’ulivo appuntito e infuocato, piantato da Ulisse e dai compagni nell’ occhio del ciclope, lo acceca e lo stravolge dal dolore, costui lancia un urlo lunghissimo e spaventoso. Accorrono allora gli altri ciclopi e chiedono a Polifemo: “Cosa c’è Polifemo che ti fa gridare così nella notte e svegli noi dal sonno? C’è qualcuno che vuole ucciderti per via d’inganno o con la forza?”.

E a loro dalla caverna diceva Polifemo: “Amici, NESSUNO mi vuol uccidere per via d’inganni e non con la forza”.

E quelli rispondevano: Se nessuno ti fa violenza e tu sei solo, il male viene dal grande Zeus e non c’è modo di aver scampo”. Così dicevano e se ne andavano. E Ulisse rideva dentro di sé. Come li aveva ben ingannati quel nome e l’astuzia perfettissima.

 

Ebbene il bambino, che non è certo un genio, ha avuto difficoltà a comprendere l’astuzia di Ulisse. Ma la vicenda gli è stata ripetuta con affetto, pazienza e intelligenza.

E così poi ha capito, e il suo disegno esprime e manifesta la gioia e l’entusiasmo dell’apprendimento, oltre a una forma di riconoscenza verso chi gli aveva raccontato una storia tanto bella e interessante. 

Questo esempio dimostra che, se gli allievi sono ben seguiti, apprezzano ciò che viene loro insegnato.

Però, ministro Gelmini, occorre che Lei riduca e non aumenti il numero di allievi nelle classi. Di sicuro il problema dell’apprendimento degli alunni, in particolare di quelli meno dotati e di quelli di ambiente culturale sfavorevole, non si risolve obbligandoli ad andare a scuola col grembiule.

 

 

 

 

Una conferma della situazione non buona della scuola pubblica italiana la leggo su “LA VOCE DEL POPOLO” di fine settembre/inizio ottobre 2010, settimanale della diocesi di Torino.

 

A pag. 7 il giornale così intitola un breve ma concreto articolo:

 

Classi stracolme,

ma meno docenti

 

E prosegue: “ Aumentano gli studenti, diminuiscono gli insegnanti. E’ il preoccupante quadro della Provincia di Torino…In quest’anno scolastico le scuole torinesi faranno a meno di 793 insegnanti e 480 unità del personale scolastico. A fronte di questa drastica riduzione, però, il numero degli iscritti è cresciuto notevolmente: 2 mila alunni in più…da settembre molte sezioni sono improvvisamente lievitate a 30 studenti per classe…Con buona pace della qualità dell’insegnamento e delle norme di sicurezza…”

 

E vorrei terminare con questa significativa frase che proprio ora ho letto in un libro di un grande archeologo italiano, Ranuccio Bianchi Bandinelli, “Introduzione alla Archeologia”, pag. 16:

“le lacune e i ritardi culturali lasciano sempre il segno, e per lungo tempo”.

             

 

 

 

La cultura è per tuttiultima modifica: 2010-09-22T19:20:00+02:00da frondeverdi
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21 pensieri su “La cultura è per tutti

  1. Ciao Antonio. Dici bene: non sono necessari ulteriori commenti. Stiamo assistendo al più bieco attacco ad uno dei principali diritti dell’individuo: la conoscenza e la cultura. Non sono solamente coloro che hanno “difficoltà” di apprendimento a subirne le conseguenze ma tutti. Tutti quei giovani che saranno poi chiamati a costruire la società del futuro. Tutta gente, ed è questo l’obiettivo della nostra ministra, che sarà profondamente ignorante, incapace anche di pensare… per la gioia dei politici di domani!

    Dubito che la ministra capirà mai che facendo così, uccide la nostra civiltà, la nostra cultura e compromette irrimediabilmente il nostro progresso futuro. Dubito fortemente.

    Ti auguro una tranquilla serata e ciao!!

  2. Grazie ancora una volta, caro Antonio. Leggere le tue parole è per me una vera “medaglia al valore”. Penso che altri le condividano, ma non lo so per certo perchè non me lo fanno sapere. Si, la scuola , come molti altri uffici dello stato, vivono della buona volontà di tante persone che fanno con scrupolo e sensibilità il loro lavoro. Anche i disabili trovano spesso quel supporto che serve loro nei compagni sensibilizzati dagi insegnanti. Non sempre però, purtroppo. E la gente è grata a chi lo fa, ma non sempre ringrazia… Un filo di speranza io continuo a conservarlo, speranza che un Ulisse accechi questo Polifemo che ci sta mangiando..
    Un abbraccio vero, Anna

  3. Ciao Antonio ,mi colpisce molto questo tuo post poiche’ mio figlio di 8 anni ha dei problemi di apprendimento e anche io ho dovuto faticare perche’ mio figlio fosse messo in condizione di apprendere in base alla sue possibilita’ .
    Tutto questo è dovuto ai tagli e alla mala gestione ,da un lato la legge sembra tutelare ,ma la scuola non ci viene incontro ..è lungo da spiegare ,ma io dopo tre anni cel’ho fatta ,adesso è tutto diverso ,mi dispiace per questa piccolina ,so cosa vuol dire e so quanto fa male ad una madre 🙁
    Fa rabbia vedersi privati dei propri diritti .

    a presto
    kicca

  4. ciao, prima di tutto grazie.
    ^-^
    Ci vorrebbe che il numero degli allievi non fosse superiore a 20 per ogni classe almeno, almeno per poterli seguire con attenzione tutti e intervenire con insegnamento diversificato verso chi ha tempi più lunghi di apprendimento o qualche difficoltà dovuta a provenienza da altre culture o famiglie poco attente ecc

    Invece si tende all’ammasso dove le strategie pedagogiche sono impossibili e qualunque educatore si trova in difficoltà
    l’istruzione è un problema spinoso mai risolto da nessun ministro, di certo la riforma gelmini non fa che aggravare tutto il traballante sistema

    un paese si valuta proprio dal grado formativo dell’istruzione, figurarsi se il nostro occupa una posizione accettabile!!!!!
    un carissimo saluto e dolce settimana

  5. Caro Antonio e mentre scrivo sto sospirando per quello che ho letto in questo post… purtroppo, come ho detto tante volte gridandolo anche attraverso le mie poesie che spesso non sono banali, siamo circondati da persone senza scrupoli, ma soprattutto senza troppa intelligenza.
    La signora (lo ometterei volentieri questo appellativo) Gelmini non capisce niente, mi dispiace, e la conferma a quanto dico è che ho letto in questi giorni l’articolo con il seguente titolo, articolo che non ho voluto neppure finire, tanto è il mio sdegno, pensando invece alle necessità che ci sono, come nel caso della bambina del tuo post:

    “”Gelmini: studenti “soldato” nei licei, impareranno a sparare. Il declino inarrestabile della scuola italiana.””

    studenti soldato? impareranno a sparare?…. voglio urlareeeeeeeeeeeeee!

    Non aggiungo altro, se non che il nostro Sistema fa veramente vomitare!

    Mi meraviglio che permettiamo di avere come ministro alla cultura ci sia lei!

    Buon fine settimana, Antonio!
    Nadia

  6. Carissimo Demos,la scuola ridotta ad un disastro,ma non solo,la sanità ancora peggio,il lavoro introvabile,i risparmi volatilizzati! Insomma ci troviamo di fronte ad un cumulo di rovine e non sappiamo a chi rivolgerci. Sembra un dopoguerra!
    Corinina

  7. …caro Antonio, io nella mia sfortuna e nell’andazzo generale dell’ita(g)lia mi sento fortunato…ho un figlio autistico che frequenta una scuola privata (dove però ho dovuto lottare per avere i miei diritti) in una regione (la lombardia) amministrata da un personaggio diciamo “stravagante” che però in questo senso mi tutela sia a scuola che nel sociale…focalizzare il tutto sulla Gelmini è un pò sbagliare l’obbiettivo, la scuola, come tutti i servizi sociali, paga lo scottpo della casta che deve autoalimentarsi…eppure nessuno sembra indignarsi abbastanza per la ribellione cazzo!
    Io, negli anni, da quando faccio un minimo di politica, ho smesso di dare le colpe solo alla classe dirigente, le colpe massime sono di cittadini che nel miglioreb dei casi subiscono, ma che secondo me sono in un certo senso complici…
    Sereno We, Giorgio.

  8. ciao…la questione scolastica è un male vecchissimo… tempo fa scrissi un post sull’argomento ” il toto scuola”….
    possono cambiare ministro e fare riforme a iosa…ma nulla cambia…se non cambia la coscienza collettiva sull’importanza dell’istruzione…

    anche l’inserimento dei disabili non è stato recepito nel modo giusto… da tutti i docenti … tantomeno dalle famiglie….tollerare non significa certo inserire e agire in sinergia mirata a garantire chi si trova in difficoltà…. talvolta ci sono seri problemi dovuti a carenza di preparazione specialistica degli insegnanti di sostegno ….quasi sempre vengono utilizzati docenti in soprannumero…ci mettono la buona volontà ma non è sufficiente per svolgere un ruolo educativo tanto delicato…soprattutto che sia utile….

    naturalmente non in tutte le regioni la situazione è gravemente carente e non tutti gli istituti hanno una classe docente impreparata …ci sono casi di eccellenza dovuti alla sensibilità dei capi d’istituto …o a certi insegnanti particolarmente attenti e combattavi che smuovono mari e monti per garantire i diritti di una giusta istruzione ai meno fortunati…..ma in generale il sistema fa acqua da tutte le parti…cosa gravissima a rimetterci sono tutti coloro che hanno difficoltà anche di natura extra disabilità….oltrechè tutti quei docenti bravi e preparati…veri missionari educativi… che vengono sviliti e svuotati giorno per giorno dalle difficoltà e dal disconoscimento del ruolo che svolgono

    personalmente non metterei la croce addosso alla gelmini….la metterei addosso a tutta la società che scende in piazza un giorno e poi il giorno dopo manda tutto in gloria…anche perchè di solito quelli che si ribellano al sistema in maggioranza appartengono a famiglie che in un modo o nell’altro suppliscono alle carenze….ai sindacati che per anni hanno trascurato il problema o l’hanno utilizzato a sprazzi a scopi politici….a tutti quei docenti che vanno in classe con l’orologio in mano…a tutti quei presidi che per quieto vivere non fanno rispettare i programmi…non controllano la preparazione…peggio ancora alzano lo scudo solo per difendere privilegi di casta …

    ti lascio un carissimo saluto
    ciao dif

  9. se in un vaso ci sono troppi semi
    quando le piante cesceranno
    solo quelle più forti avranno il conforto della luce…
    le più piccole saranno costrette
    a crescere nell’ombra…
    lontano dalla luce che le vedrebbe
    magari più sgargianti di quelle più forti….

    perchè non ci sono più vasi
    per i nostri fiori…
    ..
    un caro saluto
    m_

  10. Purtroppo la scuola italiana è un disastro, ma la cosa che fa più rabbia è che le istituzioni non fanno nulla per migliorarla, anzi approvano leggi e decreti per peggiorare la già precaria situazione…

    Un saluto Demoskaidemos e buona giornata!

  11. Ciao, rispetto ovviamente il tuo essere credente e cattolico… sopporto molto meno i clericali, il che credo sia differente. Anzi, spero non ti abbia urtato troppo l’espressione utilizzata nel post, non aveva l’intento di dileggiare il “Dio” a cui credi.
    I versi sono di Mazzini, l’ho letti proprio l’altro giorno su un libro su pensieri, citazioni e discorsi dei + grandi rivoluzionari.
    Ciao a presto.

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