OK Napolitano

 

 

 

 

 

 

O.K. Napolitano, ancor sei vivo

 

                                                      (Napolitano blocca il decreto del governo Berlusconi su Eluana)

 

 

 

Io mi chiedevo: “L’uom’ del Quirinale

saprà la Carta Costituzionale

salvare da un governo truffaldino

che umilia e poi distrugge il cittadino?”.

 

Certo pensando che senza fiatare

accettò il lodo Alfano di firmare

che salva Silvio d’ogni suo reato,

su Giorgio poco io avevo sperato.

 

Il Quirinale stava a sonnecchiare,

ora, però, ha saputo bloccare

incostituzionali decisioni

del malandrino Silvio Berlusconi.

 

O.K. Napolitano, ancor sei vivo,

or ch’hai fermato Silvio il sovversivo

che volle esautorare in un momento

Magistratura e insieme il Parlamento.

 

 

“Il Presidente del Repubblica è l’ultimo baluardo del nostro Stato di diritto”, Così ha detto Beppino Englaro, il papà di Eluana (Dichiarazioine riportata a pag. 5 su LA STAMPA, quotidiano di Torino).

 

 

 

Per chi ne ha voglia, pubblico anche le parole di Andreotti sul caso di Eluana, contenute in una intervista rilasciata a LA STAMPA di Torino

 

Il senatore: e la Chiesa faccia un passo indietro

 

GIACOMO GALEAZZI

 

ROMA
Senatore Giulio Andreotti, ha fatto bene Napolitano a non firmare il decreto «salva-Eluana»?
«Sì, credo che la contrarietà del capo dello Stato sia pienamente motivata. Il problema che si può risolvere d’autorità come voleva fare il governo. Può darsi, se lo si riterrà necessario, che si possa approvare una legge in Parlamento sul fine vita e il testamento biologico. Oggi, però, secondo le regole giuridiche che sono in vigore, non c’è nessun diritto né dovere di intervenire d’urgenza da parte del governo. Perciò condivido appieno la condotta del presidente Napolitano e non mi riconosco nelle critiche che ingiustamente gli

 

 

 

Ma la vita non è sempre sacra?
«Secondo me un governante non può impicciarsi in una vicenda totalmente privata. Qui, nel dettaglio, il governo sul delicato tema del fine vita ha inizialmente imboccato la strada sbagliata. Senza valide motivazioni, ha optato per un decreto legge nonostante il parere negativo espresso preventivamente dal Presidente della Repubblica. Poi dopo che il capo dello Stato ha ufficializzato il suo giusto no, il governo ha ripiegato su un disegno di legge da portare in tempi rapidi all’esame del Senato. Berlusconi doveva regolarsi diversamente. In questo tipo di situazioni, se eventualmente un’interferenza può esserci, può arrivare soltanto dai genitori o dai familiari. Non è una questione politica e poi, piaccia o non piaccia, è difficile ignorare la drammatica oggettività della condizione di Eluana Englaro».

 

 

 

Dal mondo cattolico si è arrivati a chiedere la revoca della tutela al padre di Eluana. E’ d’accordo?
«No, anzi ritengo che tutti dovrebbero fare un passo indietro di fronte al dolore della famiglia Englaro. C’è un dovere di rispetto e anche una delimitazione degli ambiti che occorre salvaguardare. E’ una tutela dalla quale non si può prescindere in una condizione così dolorosa. Qui non si tratta di una questione pubblica. Il calvario di Eluana non deve diventare un caso politico, altrimenti lo si snatura colpevolmente. Ci sono vicende nelle quali la politica deve fermarsi sulla soglia di casa delle persone. Abbiamo a che fare con una famiglia già duramente provata da una tragedia e nessuno può arrogarsi il diritto di decidere d’imperio».

 

 

Cosa la turba di più nella mobilitazione cattolica?
«Non credo che attorno al dramma della famiglia Englaro si possano inscenare proteste pubbliche o manifestazioni di piazza. Se c’è una situazione in cui sia necessario abbassare i toni del dibattito e meditare ognuno singolarmente è proprio il caso Englaro. In situazioni del genere e in assenza di una palese prescrizione ecclesiastica, sarebbe opportuno decidere ciascuno per sé, in modo pacato, equilibrato, senza isterismi. Per sensibilità umana ma anche per correttezza di credenti dovremmo confinare la riflessione al livello della coscienza individuale. Non farne una bandiera da innalzare nei cortei di piazza».

 

 

 

 

 

(Dall’intervista a Giulio Andreotti pubblicata su LA STAMPA deell’ 8 febbraio 2009)

 

OK Napolitanoultima modifica: 2009-02-08T21:49:45+01:00da frondeverdi
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7 pensieri su “OK Napolitano

  1. Grazie del passaggio e del commento nel mio blog.
    Ho letto la tua poesia dedicata a Napolitano, l’ho messa nella mia lista dei “Migliori post da leggere in altri blog”. La condivido parola per parola. Bravo. Complimenti.
    Buona settimana da Angela

  2. Ciao Antonio, grazie dei complimenti un pò esagerati però.
    Vedo che anche tu ti sei con una certa disciplina tuffato nella discussione.
    Una risposta concisa ma chiara ed esaustiva al pensiero andreottiano che tu citi qui e nel commento l’ho lasciata nel post seguente dove ho risposto un pò a tutti pensando fosse una buona iniziativa coinvolgervi tutti nella lettura delle risposte.
    A presto, Giorgio.

  3. Alla fine mi tocca essere daccordo pure con Andreotti, una cosa che non avrei mai pensato potesse accadere. Ciò non cancella l’opinione che ho verso di lui.
    Napolitano ha fatto il suo, oggi non potrà più far nulla e deve toccare a noi, per questo parlo di lotta e conflitto. Il ciò non vuol dire, il ritorno alle br, come qualcuno scrive, ma lotte democratiche che hanno sempre esaltato e distinto la sinistra.
    ciao

  4. Condivido il pensiero di Andreotti su questa dolorosissima storia, spero che adesso si possa legiferare in Italia una legge sul testamento biologico,
    perchè ogni persona deve essere libera di decidere il prorio destino e non di strumentalizzarlo a fini etici o politici come è accaduto adesso.

    Un saluto e buona giornata.

  5. Quanta tristezza… Ho letto tutta la bozza di DL riguardante il testamento biologico e ne ho tratto la convinzione che vogliano imporre attraverso sporchi giochi lessicali le idee confessionali di qualcuno e quelle che fanno comodo a qualcun altro. Ci si può salvare solo con l’informazione. Ciao, Anna

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