Razzismo (penso) inconsapevole

Incomincio a riportare la dichiarazione (pubblicata su LA STAMPA, quotidiano di Torino) di Letizia Moratti, sindaco di Milano, a commento dell’uccisione, con sprangate di ferro sulla testa, del giovane di colore Abdul di 19 anni , e apostrofato con l’espressione “sporco negro”, perchè aveva rubato un pacco di biscotti: “Questo genere di comportamenti e atti di tale crudeltà non appartengono ai milanesi e alla nostra comunità”.

Ciò premesso, mi chiedo se la Moratti si renda conto che la sua dichiarazione è razzista e quindi alimenta il razzismo: infatti, se fosse vero che questi tipi di comportamenti e crudeltà, non appartengono ai milanesi, ciò vuol dire, dal momento che avvengono, che appartengono ad altri, come dire che la comunità milanese è superiore, le altre invece barbare e inferiori.

Non vorrei essere frainteso: non ho nulla contro i milanesi, anzi quelli che conosco mi stanno simpatici.

Razzismo (penso) inconsapevoleultima modifica: 2008-09-25T17:48:00+02:00da frondeverdi
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7 pensieri su “Razzismo (penso) inconsapevole

  1. E se si trattasse di semplice campanilismo?
    Nota che non sono un fan della Moratti, ma non credo che tra i suoi difetti ci sia il razzismo.
    Su Maddy: chissà che un miracolo possa accadere grazie all’amore di tante persone che pregano assieme.
    Giorgio.
    Giorgio.

  2. Mio caro! Molte persone non hanno capito che il razzismo nonè legato al colore della pelle, ma alla incapacità di acettare il diverso. Loro vivono con “la puzza sotto il naso” perchè si sentono superiori e tutti gli altri sono solo servi. Ne conosco alcuni… Ciao, Anna

  3. Ciao Antonio,
    il tuo ragionamento è correttissimo…
    questo tipo di analisi dovrebbero farlo anche i giornalisti
    che invece si limitano solo a riportare le dichiarazioni
    senza nemmeno capire quello che scrivono

    buona domenica
    mimmo

  4. Razzismo e xenofobia vengono additati di continuo ad ogni tentativo di difesa dei propri diritti acquisiti (cittadinanza e nazionalità), laicità, perfino riguardo la peculiarità dei prodotti tipici locali…
    Un scusante, quindi, strumentalizzata sempre verso chi non è un permessivista, un globalista, un esterofilo, e magari si trova a reagire alle comportamenti lesivi o invasivi di altri, da qualunque parte provengano.
    Il circo scandalosamente ipocrita delle forze politiche odierne di questo paese, che ne fa una bandiera pur di non farsi escludere dal governo e dai lauti guadagni o sperperi di denaro pubblico che ne deriva, non si sognerebbe mai di schierarsi o accordarsi con coloro che ogni giorno capitano sotto le violenze di ogni genere che scaturiscono da parte degli stranieri, delle minoranze religiose e culture straniere che entrano in Italia: dai prodotti economici copiati alle violenze fisiche terminanti con omicidi barbari dai particolari raccapriccianti (e come non se ne vedevano dagli inizi del secolo scorso).
    Il punto perciò è non svilire ancor di più l’elemento sociale coesivo di tanti valori e identità diffusesi qui già da secoli, mascherandolo con uno spirito democratico distorto, dove si vuol inculcare che “siamo tutti uguali” ma che poi a perdere, subendo le maggiori conseguenze, è sempre solo il singolo italiano malcapitato (che inutilmente cerca giustizia, che in effetti ha tutto da perdere qui).
    In nome di cosa quindi li si dovrebbe continuare con tutto questo permessivismo, lasciandoci intossicare dalle accuse di antisemitismo, terrorismo, e xenofobia?
    Per lasciare il nostro Paese, così, ai primi venuti?

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