Uno strano salvataggio

Le mani in tasca ai poveri italiani

 

(“Non è un salvataggio ma il trasferimento degli asset positivi a dei signori che avranno un monopolio”. Bruno Tabacci .. Dichiarazione pubblicata su LA STAMPA del 31 agosto 2008).

 

 

                                                     A reti unificate il gran pavone

il salvataggio voleva annunciare

dell’ Alitalia, a tutta la nazione.

Si voleva di ciò pavoneggiare.

 

Ma dal delirio d’autoincensamento

poi desistette, che qualcun capire

pur gli avrà fatto non esser momento

di far la ruota e la gente imbonire.

 

Ché il salvataggio viene fatto dando

ad alcuni i settori ancora sani,

ma i debiti son pagati cacciando

le mani in tasca ai poveri italiani

 

 

 

Riporto in parte i contenuti di due e-mail che ho ricevuto sul caso Alitalia:

 

1) …premesso che Giavazzi sul Corriere, Scalfari su Repubbica e non ricordo chi su 24 ore, tutti del 27, sono stati esaurienti, ricomincio dalla mia vecchia domanda “ma cosa c’è da rubare in Alitalia?”. La risposta di oggi è “parecchio, e rischiando poco”. Gli intrepidi capitani coraggiosi cacciano fuori un miliardo, si comprano il buono dell’Alitalia, senza debiti, mandando il resto in fallimento e cacciando via settemila e oltre dipendenti. In cambio del fastidio di tenersela per un annetto o poco più, il sistema bancario gli ha già trovato un acquirente (air france o lufthansa) che gli regalerà 200 milioni per il disturbo, ma nel frattempo si saranno divisi alcune torte importanti: I Benetton si prenderanno i lavori di allargamento di Fiumicino, insieme a Ligresti. Ligresti si prenderà per 10 anni il pacchetto assicurativo di Alitalia. Toto salverà la sua indebitata Air One e le banche che gli han prestato soldi (quelli che le banche han dato a Alitalia, invece, sono persi per sempre). Tutti gli altri costituiranno una società in Cina o India che farà la manutenzione degli aerei per 10 anni, a tariffe un po’ inferiori di quelle italiane ma con un grosso margine rispetto ai costi locali.
Berlusconi farà una figuraccia, perchè alla fine Alitalia non resterà italiana, la Ue ci riempirà di multe e soprattutto i lavoratori romani che andranno a casa saranno 7000 e non 2000 come nel piano Air France. Ma siccome il piano lo hanno respinto i sindacati, che hanno voluto fare i furbastri fino all’ultimo, Berlusconi può permettersi di perdere 30.000 voti a Roma in cambio di uno sputtanamento epocale dei sindacati, che sono tutti con la sinistra e perderanno ogni capacità di mobilitazione per anni. Per cui potrà tranquillamente dar la caccia ai fannulloni di stato e cacciare un po’ di prof ignoranti, magari anche all’università. Gli intelettuali sono vigliacchi, e correranno subito in massa a leccare la mano al padrone. Il quale avrà,in cambio di un discreto costo per lo Stato, che alla fine coprirà in parte il buco della bad company (cioè l’intera Alitalia, di cui i capitani coraggiosi comprano senza debiti le parti attive) un discreto aumento di popolarità. Anche perchè a tutti gli italiani che sono rimasti almeno una volta bloccati in aeroporto dagli scioperi selvaggi delle 40 categorie di dipendenti Alitalia, notoriamente pagati meglio che i loro colleghi esteri, fa anche piacere che perdano il lavoro.

 

2)… L’operazione è tutta di Berlusconi,  che ha utilizzato
quei “capitani coraggiosi”, facendogli il regalo della
sola parte attiva di Alitalia, mentre la parte passiva (bad company) e gli
esuberi se li sbriga lo Stato cioè i contribuenti.

 

 

 

 

 

 

Uno strano salvataggioultima modifica: 2008-09-03T21:23:18+02:00da frondeverdi
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