Una poesia impegnativa

E’ ben credibile e secondo ragione

 

 

 

                                                      Prima non c’ero, adesso esisto e vivo,

ma già da tempo attende

quella che compier fa l’altro cammino.

Più non vedrò la luce,

s’oscurerà il sole

che l’occhio cerca di colui che muore.

 

“Allor che sarò morta

tutto per me morrà”,

così persona disse a me vicina,

ora mi viene in mente;

se poi a ciò credesse,

per sangue lei d’Abramo discendente,

dire non lo saprei.

 

Ma a questo io non credo,

che ‘l nulla m’imprigioni eternamente.

Fu tempo in cui non c’ero

e ancora non vivevo,

eppur da questo nulla

all’essere passai.

C’è quindi chi ha la forza

di far sbocciar la vita:

se un dì fiorir la fece,

saprà dopo la morte rinnovarla.

Dov’è allora, o morte,

dov’è la tua vittoria?

Su me non vanterai potere eterno.

 

Gesù Signore mio,

io so che Dio tuo padre,

ti liberò dai lacci della morte,

e pure a me ridonerà la vita:

non è il Dio dei morti,

dei vivi lui è Dio.

 

O versi miei,

se vi sarà lettore

che chiederà perché foste composti,

così risponderete,

e senza esitazione:

“Colui  ch’ è ‘l nostro autore,

intese dimostrare

che quel che insegna Cristo Dio Signore:

che i morti rivivranno,

è ben credibile,

e secondo ragione”..

Una poesia impegnativaultima modifica: 2008-08-30T13:56:39+02:00da frondeverdi
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6 pensieri su “Una poesia impegnativa

  1. Ciao A., sai l’ho detto a molti, non ers tanto il compromesso, comunque passo importante che oggi trova il culmine col veltrusconismo, che mi interessava, l’ho lasciato perchè era li di seguito ed importante ripeto, a me interessava (ed è sfuggito ai più) l’errore fatto dal PCI a non staccarsi dal regime comunista URSS. I complimenti mi sono costati poco…i versi sono belli e ben impostati.
    Buona serata, Giorgio.

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