Vicenza di no alla base militare straniera

Questo è un successo storico, più importante del risultato di Roma.

Quando a noi cittadini i candidati politici ci propongono programmi per la pace e lo sviluppo, li votiamo.  

A Vicenza  vince il candidato anti base Nato.    |  
28 APRILE 2008

 

 

 

Per un’incollatura, e in netta controtendenza rispetto al dato nazionale, Achille Variati, candidato del centrosinistra vince il ballottaggio alle elezioni comunali di Vicenza: secondo il conteggio definitivo pubblicato sul sito del Viminale, si è aggiudicato 27.645 voti popolari pari al 50,48%, contro i 27.118 voti pari al 49,52% della sua avversaria, Lia Sartori, rappresentante dell’alleanza Pdl-Lega nord.
Da segnalare che Variati, già in passato sindaco della città e più recentemente capogruppo del Pd alla Regione Veneto, candidatosi a capo di una lista civica, si è schierato contro il raddoppio della base militare statunitense nell’aeroporto ‘Dal Molin’ (cui il governo Prodi e il Pd avevano dato il via libera). Per Variati, citato sul sito vicenzapartecipa.it, si tratta di “un progetto urbanisticamente scellerato”.
“Ha vinto la voglia di rappresentanza della città” ha commentato a caldo Variati interpretando l’umore della città che lo riporta alla carica di primo cittadino (era già stato sindaco di Vicenza dal 1990 al 1995). «Nelle ultime due settimane l’impresa impossibile sembrava potesse avvenire: in città sentivo montare un sentimento collettivo di novità, concretezza, semplicità. La voce di una vicentinità tradita che cercava qualcuno capace di esprimerla, qualcuno che entrasse di nuovo in sintonia con la città. Lontano da capi e capetti di partito, lontano dai giochi di Roma». Ora che i vicentini hanno scelto, la questione della base Nato di prossima costruzione nell’area Dal Molin potrebbe riaprirsi. Variati mantiene la linea già espressa in campagna elettorale: «Ora sul futuro del Dal Molin aprirò una consultazione pubblica».
Il successo del Pd in una delle roccaforti del Nord Est forzista e leghista alla vigilia sembrava un risultato difficile, se non impossibile. La Sartori, sostenuta da Pdl e Lega Nord, aveva raggiunto al primo turno il 39,1% e si era apparentata prima del ballottaggio con la lista civica di Claudio Cicero, ex assessore di An, che due settimane fa aveva raccolto il 9,1% dei consensi. Variati, candidato del Pd, era arrivato al 31,3% e aveva incassato incassato prima del voto decisivo l’appoggio dei No Dal Molin di Cinzia Bottene (5% al primo turno).

Vicenza di no alla base militare stranieraultima modifica: 2008-04-28T21:21:38+02:00da frondeverdi
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Un pensiero su “Vicenza di no alla base militare straniera

  1. Sono di ritorno da una riunione di partito e ci chiedevamo giusto come fosse stata possibile questa vittoria….ora lo so!
    Giorgio.

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