Cala le vele e raccogli le sartie

 

 

Cala le vele e raccogli le sartie

 

Berlusconi funesto imbonitore,
cala le vele e raccogli le sartie,
di tua vita sei giunto a quella parte
vicina a render conto al Creatore.

Lo denuncia l’incartapecorito
tuo viso, ch’ hai rifatto inutilmente,
e le rughe tornate nuovamente
t’avvisano che sei quasi finito.

Con leggi ad personam e prescrizioni
nei tribunali qui ti sei salvato,
ma il tribunal del cielo ha già elencato
quel che ti contesterà, o Berlusconi.

Sfrutta quel poco tempo che ti resta,
ritirati e cambia la tua vita,
se no per te sarà proprio finita:
nessun dal precipizio ormai t’arresta.

T’ho detto il vero molto apertamente,
uno non son dei tuoi adulatori
che cercano da te soldi e favori,
quello che scrivo è quel ch’ho nella mente.

 

Nota esplicativa

Il secondo verso termina con la parola “sartie” che, come tutti sanno, indica quei legami che rinforzano o sostengono gli alberi delle navi. Ho ricavato questo verso da uno bellissimo di Dante. Il poeta fa dire ad un personaggio del suo poema, che quando si è giunti a quella età che preannuncia ormai prossima la fine della vita terrena:
                                                ……..ciascun dovrebbe
                                               calar le vele e raccoglier le sarte.   (Inferno, XXVII, 80-81).
Dante, dunque, ha paragonato la vita mortale ad un viaggio per mare: quando si arriva nel porto la nave viene disarmata (le vele vengono calate, i cordami raccolti) perché è finito il tempo di viaggiare, ormai occorre solo più riordinare l’imbarcazione e poi andare alla destinazione stabilita.
Similmente, secondo Dante, la persona umana, arrivata ad una certa età dovrebbe solo più riordinare le proprie cose e prepararsi al passaggio alla nuova vita.
Ciò premesso, Dante non usa la parola “sartie”, ma “sarte” (e così anche Petrarca nelle sue Rime). Io nella prima edizione, avevo usato “sarte”, che mi rendeva esatta la rima con “parte” del verso successivo; poi, però, ho fatto revisionare la poesia da un mio amico che mi ha coretto “sarte” in “sartie”. Mi sono adeguato a questa correzione anche perché, consultando il vocabolario, non ho trovato “sarte” con il significato di legami degli alberi delle imbarcazioni. 

Cala le vele e raccogli le sartieultima modifica: 2008-04-07T22:20:57+02:00da frondeverdi
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4 pensieri su “Cala le vele e raccogli le sartie

  1. Ciao, siamo i ragazzi del Comitato Elettorale del Ministro Luigi Nicolais
    Abbiamo letto e discusso riguardo ai tuoi post, sottolineando la tua competenza e la tua passione per le cose della politica vera, quella che si fa insieme, condividendo le questioni, i problemi e le soluzioni.
    Oltre a farti i complimenti, volevamo farti partecipe della nascita del nuovo blog del Ministro Nicolais (www.luiginicolais.it). Blog e intera campagna che si lega ad un concetto chiaro e da sviluppare insieme alle persone come te: I share, io condivido. Condividere idee, progetti, valori, linee politiche. Tutto grazie alle nuove piattaforme sociali che il web ci ha messo a disposizione.
    Sarebbe molto importante per noi che tu commentassi i post del blog di Nicolais per instaurare un dialogo sulle questioni della politica e della nostra società. Perché l’Italia si può migliorare e lo si può fare solo insieme a persone come te.
    Speriamo di scriverci presto.
    Ciao.

  2. Tanto di cappello veramente! Se ti avessi davanti ti farei pure l’inchino, tale è la mia ammirazione.
    Lo stile come sempre impeccabile, e l’ispirazione a Dante davvero illuminata, sono seriamente colpita.
    Ovviamente il testo non è da meno, come sai, condivido pienamente le tue idee, da buona atea però, mi piacerebbe vedere applicata anche una concreta giustizia terrena, oltre a quella Divina.

    Ancora tanti complimenti e un saluto,

    Kiara

  3. Azz…se glielo passano questo testo, mi sa che si consuma gli attributi, a forza di far scongiuri.
    Notte poeta.
    Giorgio.

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