Ricordati, Silvio, che sei polvere

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Memento, Silvi, quia pulvis es et in pulverem reveteris

(Ricordati, Silvio, che sei polvere e in polvere ritornerai)

Negli occhi porta Berlusconi amore

 per donna che per lui qual stella brilla,

 e lei, che gli ha rubato mente e cuore,

 ha ‘l cognome lombardo di Brambilla.

 O vecchio Silvio, ormai rincitrullito,

 stranezze tu farai ancor per quanto?

Vuoi fondar con la Brambilla un partito,

 ma di vita non ti resta così tanto

A te lo dice quel crollo improvviso

che nella tomba t’ha quasi portato,

e le rughe, tornate sul tuo viso,

ch’hanno il tuo lifting ridicolizzato.

 E così non godrai caldi gli abbracci

 della Brambilla tua fiamma lombarda,

 ma t’ attendono i freddi e stretti lacci

 di morte, che t’abbraccerà gagliarda.             

Epilogo

 Forse di questi versi la lettura

 potrebbe, o Silvio, farti un po’ paura,

 e la ciarlatanesca tua cultura

 potrebbe crederli anche una fattura

 che t’annuncia come cosa sicura

 la tua morte ormai prossima ventura:

 ma sarà festa, non certo sventura,

 quando sarai portato in sepoltura,

perché la fredda terra, triste e scura,

sarà per te prigione duratura

che a te finora una mala bravura

da vivo l’ha tolta con nostra iattura.

 Questa rima, che sempre ugual perdura,

 forse la senti o Silvio, troppo dura:

 che ci vuoi fare, è secondo natura

 farti l’augurio di qualche sciagura.

Ricordati, Silvio, che sei polvereultima modifica: 2007-09-19T18:40:00+02:00da frondeverdi
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