Cattolici e fascismo

Una questione attuale: cattolici e fascismo.

I cattolici italiani di oggi nei confronti di Berlusconi, Fini, Bossi, faranno gli stessi sbagli che fecero i cattolici del 1922 e anni seguenti, quando mostrarono comprensione o, peggio, diedero il loro appoggio al regime fascista? A tal proposito riporto parzialmente un articolo pubblicato su “La voce del popolo” del 2 settembre 2007 ( settimanale della diocesi di Torino) a pag. 11 a firma di Davide Fiammengo. Titolo dell’articolo: Cattolici, atei devoti, fuga dalla libertà.

In esso viene affrontata questa questione: se per l’Italia c’è il rischio di un nuovo ’22, vale a dire se c’è il pericolo che si formi e si consolidi nuovamente un regime di tipo fascista.

L’autore dell’articolo così si esprime: “Quando alla domanda se tornerà un ’22 si risponde (come normalmente) di no, si pensa sempre al bastone e all’olio di ricino. Ma non ci si chiede se l’obiettivo potrà essere raggiunto con altri mezzi. Anche perché la violenza… non è assolutamente necessaria. Oggi i mezzi sono altri, ben più invasivi e persuasivi… E di quali mezzi parliamo? Principalmente di quel mezzo cui nessuno riesce a sottrarsi, dalla più tenera età alla vecchiaia: la comunicazione. Comunicazione è oggi un mix di informazione, intrattenimento e pubblicità. Con l’informazione, chi ne detiene gli strumenti, fa sapere certe cose e ne nasconde certe altre. Con l’intrattenimento e la pubblicità condiziona i modi di comportamento, impone culture… Con il normale… uso dei mezzi della comunicazione l’obiettivo di ridurre un popolo in stato di dipendenza è a portata di mano.

In un simile contesto… il rischio di un nuovo ’22 non viene neppure avvertito. Spesso viene volutamente negato. Arriva comunque senza destare paura”..

A questo punto l’articolista si pone una nuova domanda: quale è l’atteggiarsi dei cattolici di fronte alla eventualità di un nuovo regime di stampo fascista, quale è il loro peso “come forza sociale e politica? Allo stato della situazione, la risposta, malinconica, è obbligata: poco o niente: Una parte di loro è già dalla parte dei padroni dei media… Un’altra parte naviga a vista, tra il sogno di una palingenesi democratica e la pratica di concorrenzialità  interna senza tregua. Infine un movimento determinato a proporre intatto il pensiero sociale cattolico è accuratamente oscurato dai giornali cattolici”

Arrivando alla conclusione l’articolista afferma che baluardo a difesa dell’uomo, “che non può essere ridotto in stato di dipendenza”, dovrà essere una Chiesa “che dà anima e ispirazione a coloro che vogliono difendere i valori della persona, a partire dalla libertà… Questo comporta un rifiuto della mondanizzazione della Chiesa, derivante dalla fiducia nel potere. Ha scritto Papa Benedetto: “…La fusione tra fede e potere… ha sempre un prezzo: la fede si mette al servizio del potere e deve piegarsi ai suoi criteri” (“Gesù di Nazareth”, pag. 63). La tentazione non manca, anche perché tante dittature “di destra” hanno sempre offerto sostegno e amicizia alla Chiesa. Ed anche oggi vediamo quanta gente in politica si fa avanti con gli stessi criteri. Al contrario è decisiva una Chiesa profetica, che “scuote le mani per non accettare regali”. Regali e compagnie ambigue. Ben scriveva tempo fa…mons. Dho, vescovo di Alba: “E’ penoso, per non dire di più, registrare come si sia accettato, quasi mendicato, il sostegno dei cosiddetti atei devoti…”

Forse è superfluo, ma per maggiore chiarezza faccio due esempi di atei devoti: Giuliano Ferrara e Marcello Pera.

Cattolici e fascismoultima modifica: 2007-09-09T23:00:00+02:00da frondeverdi
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