La casa

                        La casa

Nella casa

sono tornata.

Come un tempo

arredata,

i bei mobili antichi,

i quadri alle pareti,

i tappeti,

le tende bianche ai vetri,

la veduta sul Po.

Dei bimbi sentivo

le risate,

care voci ascoltavo,

vedevo

volti amati

e rivivevo

dolci momenti.

I primi incerti passi nel salone,

le lacrime, il divano

e, accanto, le poltrone,

i battiti di mani,

gli auguri festosi

di allegria

ed anche i momenti dolorosi.

Aveva ancora la sua luce

la stanza

di tante lunghe ore,

profumavano i fiori

della lavanda.

Non era più la casa

disadorna, vuota, abbandonata,

silenziosa e in attesa.

La poltrona deserta, il cuscino,

il cestino da lavoro:

immaginavo

ti aggirassi smarrita

per le buie stanze,

cercassi la tua vita.

Sono tornata

e aspettavo

che mi aprissi la porta,

col tuo passo incerto,

che fossi ancora lì.

Ti parlavo,

per chiederti perdono,

e invocavo

il tuo nome.

Ora il tuo cestino da lavoro

è con me,

come tante altre cose

di te.

La casaultima modifica: 2007-09-05T22:20:00+02:00da frondeverdi
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