06/11/2009
Io tuti allora attirerò a me
Io tutti allora attirerò a me
(Vangelo di Giovanni 12, 31-32: Ora è il giudizio di questo mondo, ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me.)
Quanto più uno è debole, indifeso,
tanto maggior potere ha su di me,
i desideri suoi sono comandi
cui ubbidisco e non chiedo ‘l perché.
E se sembra che ‘l mondo alla rovescia
così io prenda, non mi sto a turbare:
ché Tu, Gesù, con la croce insegnasti
quello ch’è debole a privilegiare.
Tu debole, sospeso su quel legno,
sei così forte d’avere annunciato
che da terra innalzato sulla croce
tutti d’allora avresti a Te attirato.
O Crocifisso, solo a te m’inchino
e alla tua infinita debolezza:
da lei, più che sentinella l’aurora,
la vita mia attende la salvezza.
Ora che è scoppiata la polemica sul crocifisso nelle scuole, mi è ritornato in mente questa poesia che tempo fa avevo scritto e ho pensato di pubblicarla.
Cosa penso io sulla questione? Io personalmente lascerei il crocifisso, e tuttavia non intendo demonizzare le ragioni di coloro che la pensano diversamente. Ho ricevuto in proposito due e-mail di due amici e le pubblico; così chi avrà voglia di leggerle potrà valutare gli argomenti di chi ritiene che sia giusto togliere il crocifisso dalle scuole.
1) Mons. Bottoni: Fascismo di ieri, populismo di oggi // Riteniamo un traguardo di civiltà, laicità, tolleranza, libertà e pacificazione religiosa la sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo che ha detto «no» all'esibizione del crocifisso nelle scuole pubbliche, pronunciandosi sul ricorso di una cittadina italiana. Finalmente una buona notizia dagli Organismi della Unione Europea che restituisce, in parte, quella realtà istituzionale alla democrazia ed ai diritti di cittadinanza.
Questa nostra valutazione è coerente con tutta la storia delle comunità di base che si sono sempre impegnate per l'affermazione di una laicità positiva in ogni ambito di vita, "nella società, nello stato, nella chiesa" come recita il titolo di un importante Convegno che le stesse comunità base tennero a Firenze già nel 1987.
Sappiamo di essere controcorrente perché la maturazione della società, della realtà religiosa e della politica sul tema della laicità è un percorso lungo e conflittuale. Ma non siamo affatto soli.
"Meno croce e più Vangelo" valeva nella scuola di Barbiana da dove don Milani aveva tolto il crocifisso. Meno croce e più Vangelo valeva per un cattolico come Mario Gozzini, il senatore della legge sulla umanizzazione del carcere, il quale nel 1988 scrisse sull'Unità due forti articoli di critica verso i difensori dell'ostensione pubblica della croce. Egli da fine politico e da buon legislatore fa la proposta di "uno strumento che impegni il presidente del Consiglio a studiare e compiere i passi opportuni per ottenere, dalla Conferenza episcopale, l'assenso a togliere di mezzo un segno diventato, quantomeno, equivoco . Ci vorrà tempo e pazienza - conclude Gozzini - ma ho speranza che alla fine la ragione e l'autentica coscienza cristiana, quella che bada a Cristo più che ai patrimoni storici, avranno la meglio".
La speranza di Gozzini è sempre più la speranza nostra, di tanti laici ma anche di tante realtà cattoliche.
2) Sono una insegnante in pensione e plaudo, infinitamente plaudo, alla sentenza di Strasburgo sul crocifisso nelle aule scolastiche. Era ora ! La sentenza vuole proteggere la libertà religiosa delle famiglie e degli allievi. Giustissimo! Ma aggiungerei anche quella degli insegnanti. Quando passai di ruolo, giurai alla Costituzione italiana, non al Vangelo o ad altri testi religiosi. Il mio compito, come quello dei miei colleghi, era ed è di educare alla libertà di coscienza, di spirito e di critica, quella stessa che ispira la nostra Costituzione. E' vero che la nostra tradizione deriva dal cristianesimo, ma è pure radicata nella civiltà greca e latina, profondamente pagane e quindi libere nel pensiero. Solo la libertà del pensiero permette di cogliere il meglio di tutte le tradizioni, di amalgamare quelle che nel succedersi degli anni e di cambiamenti sociali si incontrano e vedono vivere sullo stesso territorio i propri discendenti. Solo un'aula libera da icone permette l'incontro e lo scambio del meglio di tutte le tradizioni, le credenze, i costumi delle etnie mondiali. Personalmente mi sentivo a disagio quanto facevo dialogare i miei allievi sulle loro differenti credenze, mentre io sedevo sotto il crocifisso. Mi sembrava di svolgere il mio ruolo di educatore alla libertà in modo distorto ed ipocrita. Ricordiamoci ancora che le nostre radici non sono solo nel vangelo cristiano, ma anche nel Vecchio Testamento che esclude perentoriamente l'effige divina, la riduzione del Divino ad una qualsiasi rappresentazione umana. Grazie ancora Strasburgo.
16:06
Scritto da : frondeverdi
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21/10/2009
Per Elvira
Con questi versi ho cercato di modificare il mio modo di fare poesia; in altre parole non mi sono più tanto preoccupato di metrica e di rime, ma soprattutto del ritmo, perché se questo manca, a mio parere, non c’è poesia in senso tecnico, anche se è un bellissimo scritto. Tuttavia non ho rinunciato del tutto a qualche rima, che sempre mi piace.
Un mio amico, a cui ho fatto leggere questi versi e a cui ho parlato del mio desiderio di innovare e cambiare, mi ha detto che questo mio tentativo potrebbe essere paragonato al così detto FREESTYLE .
So che per qualcuno non sono riuscito a raggiungere l’obiettivo che mi ero proposto: infatti due miei fratelli, cui ho fatto leggere questa mia poesia, l’hanno qualificata come un abbozzo, mentre io in realtà l’ho rivista e modificata più e più volte.
Però sul momento non sono scoraggiato, anzi ho intenzione di proseguire su questa strada.
Solo più una cosa per rendere più chiaro il contenuto di questi versi: Elvira è la nipotina di mio fratello, che è anche il papà di Angela
La bella bambina nata a Milano
Elvira,
la piccola Elvira,
la bella bambina nata a Milano,
le cose più belle m’ispira;
ma scriver le giuste parole non sa la mia mano,
ci vuole la penna d’un grande scrittore,
d’un grande poeta
capace di dir la pienezza del cuore.
Nel cielo, ove Dio ha la reggia,
la nonna d’Elvira festeggia,
lei ch’è la mamma
di quella ch’è mamma d’Elvira.
Piccola Elvira,
che della nonna rinnovi il bel nome
e sei di lei ricordo vivente,
cresci tranquilla e sicura,
dal cielo la nonna ti guarda,
e sempre di te avrà grande cura.
Qui in terra tuo padre Francesco,
tua mamma,
che d’Angela porta il bel nome,
il nonno,
i nonni,
Marco e Meera tua zia,
tutti saranno con te,
or che la strada hai ben cominciato
di questa tua vita che Dio t’ha dato.
Compagni di viaggio
avrai vicini
Nicola e Lorenzo,
i tuoi simpatici e bravi cugini.
18:52
Scritto da : frondeverdi
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24/09/2009
Scudo fiscale e incoerenza leghista
Il testo del provvedimento approvato, il 23 settembre 2009, in Senato dalla maggioranza di destra, in realtà è nient’altro che una amnistia o indulto: infatti non sono punibili reati, (che comportano anche 6 anni di pena), che vanno dalle false comunicazioni sociali alle dichiarazioni fraudolente, dall’occultamento alla distruzione di documenti. Inoltre salta l’obbligo per gli intermediari finanziari di segnalare le operazioni sospette ai fini del riciclaggio.
E chi c’è in questa maggioranza ? I leghisti, proprio quelli che avevano gridato: Basta indulti , basta amnistie, chi delinque vada in prigione. Solo che questi leghisti, strenui difensori della legalità, usano il pugno di ferro con i poveracci e magari anche con la classe media, ma quelli molto in alto non li toccano e non li vogliono toccare. Perché non si dissociano dalla maggioranza alla quale danno un sostegno determinante? Perché codardi, o perché complici? O perché ormai si sono inseriti nella CASTA e ci stanno molto bene, come ad es. il loro capo che anni fa era un morto di fame e ora invece è pieno di soldi ( se le mie informazioni non sono sbagliate)?
A commento di quanto ho scritto aggiungo una lettera inviata a LA STAMPA di Torino del 3 ottobre 2009:
Scudo fiscale, sanatoria immorale
Alle critiche sullo scudo fiscale il governo risponde che si tratta di una legge che esiste in molti altri Stati. In tutti i casi negli altri Paesi c’è la sanatoria sul reato fiscale ma non sugli eventuali reati collegati ai capitali in questione, come ad esempio traffico di droga, di armi, di persone umane. In nessun caso è anonimo: anzi, in Gran Bretagna è prevista la pubblicazione dei nomi dei contribuenti che hanno commesso gli illeciti fiscali più rilevanti. Da noi la percentuale che si paga è un misero 5%, è garantito l’anonimato più assoluto, nessuna segnalazione obbligatoria per antiriciclaggio per le banche che provvedono al rientro delle somme ed è prevista la depenalizzazione dei reati collegati all’accumulo dei capitali. Un sentito grazie al governo e a un’opposizione sempre più inesistente per questo messaggio profondamente immorale da parte di quei fessi che hanno pagato le tasse e continueranno sempre a pagarle.
GIAN FRANCESCO UBOLDINI
Quello che ora ho scritto mi fa venire in mente alcuni versi che tempo avevo composto. Li ripubblico perché li sento come un distensivo contro questo scudo fiscale che mi fa un po’ incavolare
Era un poco come dire
Era il giorno del Signore,
la domenica, in agosto.
e ascoltavo nella chiesa
l’omelia del prevosto,
che, fra l’altro, ebbe a dire
nei pensieri a noi espressi,
“Sono i ricchi a far le leggi,
ma a vantaggio di lor stessi”.
Io rimasi un po’ perplesso
questa frase nell’udire;
riflettendo, poi, pensai
ch’era un poco come dire:
“Tu hai fame e non hai soldi,
due pagnotte ora hai rubato,
inflessibile Maroni
in prigione t’ha mandato;
ma se in alto sai volare,
e sei ricco ed hai potere,
puoi rubare anche miliardi:
ti faranno... cavaliere”.
P.S: La predica del parroco (chiamato prevosto nel Biellese) non è inventata; ha proprio detto: “I ricchi fanno le leggi, ma non le rispettano”.
19:02
Scritto da : frondeverdi
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| Tag: lega, scudo fiscale, riciclaggio, condono, amnistia, poesia | OKNOtizie |
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